E-mail con dominio proprio: come ottenere info@la-sua-azienda.ch
Indirizzo e-mail con dominio proprio: cosa serve, quale soluzione scegliere, quanto costa e quali record DNS servono. E come trasferire le e-mail.

Per un indirizzo e-mail con dominio proprio servono due cose: un dominio come la-sua-azienda.ch e un servizio che gestisce caselle e-mail per quel dominio. Può essere il suo hosting web, un pacchetto e-mail separato o un pacchetto Office come Microsoft 365 o Google Workspace. Alcuni record DNS puntano poi al server di posta, e lei configura la casella sui suoi dispositivi. In questo articolo scopre quale soluzione fa per lei, quali costi prevedere e come portare con sé le e-mail esistenti.
Perché un dominio proprio invece di Gmail, Bluewin o GMX?
Per uso privato un indirizzo gratuito è comodo. Ma chi scrive offerte, invia fatture o rappresenta un’associazione trae vantaggio da un indirizzo con il proprio nome:
- Fiducia: un’offerta da info@falegnameria-esempio.ch risulta più seria di una da falegnameria.esempio@gmail.com. Il destinatario vede subito a quale azienda appartiene il messaggio.
- Indipendenza: l’indirizzo è suo finché possiede il dominio. Può cambiare fornitore e-mail senza che l’indirizzo cambi. Un indirizzo gratuito invece è legato al fornitore.
- Più indirizzi: info@, offerte@, contabilita@ o un indirizzo per ogni collaboratrice e collaboratore si configurano facilmente con alias e inoltri.
- Controllo quando cambia il personale: se qualcuno lascia l’azienda, la casella resta a lei. Può inoltrarla o affidarla a chi subentra.
- Recapito: con SPF, DKIM e DMARC dimostra che le e-mail provengono davvero da lei. Così diminuisce il rischio di finire nello spam.
Controlli anche le condizioni d’uso del suo attuale servizio gratuito: molti mostrano pubblicità o sono espressamente pensati per l’uso privato.
Che cosa serve
- Un dominio. Per la Svizzera .ch è la scelta più naturale, per il Liechtenstein .li. Il dominio non deve essere per forza presso lo stesso fornitore delle caselle e-mail.
- Un servizio e-mail che gestisce caselle per il suo dominio. Più sotto presentiamo le tre varianti più comuni.
- Accesso alla gestione DNS del dominio, per impostare i record MX, SPF, DKIM e DMARC. Si trova dove puntano i nameserver del dominio.
- Un programma o un’app: webmail nel browser, l’app di posta dello smartphone, Outlook, Apple Mail o Thunderbird.
Consiglio: Scelga un nome facile da compitare al telefono: breve, senza trattini e senza accenti o dieresi. I domini con caratteri accentati sono possibili, ma poco pratici come indirizzo e-mail, perché non tutti i programmi li gestiscono correttamente.
Tre modi per avere un indirizzo e-mail proprio
1. E-mail inclusa nel pacchetto di hosting web
La maggior parte dei pacchetti di hosting web include caselle e-mail. Se ha comunque un sito web, è la soluzione più semplice: un solo contratto, un solo pannello di gestione, e i record DNS di solito sono già impostati correttamente. Tenga presente che lo spazio e-mail di norma rientra nello spazio del pacchetto. Se in seguito cambia fornitore di hosting, si spostano anche le caselle.
2. Pacchetto e-mail separato senza sito web
Un pacchetto solo e-mail è adatto se non le serve un sito web o se il suo sito funziona presso un servizio di creazione siti o un’agenzia. In tal caso modifica soltanto i record e-mail nel DNS, e il sito resta dov’è. Si paga per casella o per pacchetto con più caselle.
3. Microsoft 365 o Google Workspace
Qui l’e-mail fa parte di un pacchetto Office con programmi come Word, Excel e Teams, oppure Google Docs e Meet. Si paga per persona e al mese; i prezzi dipendono dal piano scelto e dalla durata. Conviene soprattutto se usa già questi programmi. Per la sola e-mail è di solito la variante più cara.
| Soluzione | Adatta a | Fatturazione | Da considerare |
|---|---|---|---|
| E-mail nell’hosting web | Aziende e associazioni con un proprio sito web | inclusa nel pacchetto di hosting | lo spazio e-mail di norma rientra nello spazio del pacchetto |
| Pacchetto e-mail separato | E-mail senza sito web o sito presso un altro fornitore | per casella o per pacchetto | solo e-mail, calendario e contatti, nessun programma Office |
| Microsoft 365 o Google Workspace | Team che hanno bisogno di programmi Office e videoconferenze | per persona e al mese | conviene soprattutto con i programmi aggiuntivi |
Quanto costa un indirizzo e-mail con dominio proprio?
I costi sono dati dal dominio e dal servizio e-mail. Un dominio .ch costa circa CHF 10–20 all’anno a seconda del fornitore. Guardi il prezzo di rinnovo: molti fornitori pubblicizzano un prezzo più basso per il primo anno. Una singola casella e-mail è disponibile a partire da pochi franchi al mese. Se un pacchetto più grande convenga dipende soprattutto da questi punti:
- Numero di caselle: quante persone hanno bisogno di una casella propria con una propria password?
- Alias e inoltri: quanti indirizzi aggiuntivi devono arrivare in caselle esistenti?
- Spazio: chi conserva molti allegati supera presto qualche gigabyte.
- Calendario e contatti: appuntamenti e indirizzi devono essere sincronizzati su tutti i dispositivi e condivisi nel team?
- Durata: la fatturazione annuale è spesso più conveniente, quella mensile più flessibile.
Consiglio: Non ogni indirizzo ha bisogno di una casella propria. Configuri indirizzi come info@ o offerte@ come alias che recapita in una casella esistente. Così risparmia caselle e quindi denaro.
I record DNS in breve
Perché le e-mail le arrivino e i suoi messaggi non finiscano nello spam, il dominio ha bisogno di quattro record. I valori esatti glieli fornisce il suo fornitore e-mail.
| Record | Tipo | A cosa serve | Esempio |
|---|---|---|---|
| MX | MX | Indica agli altri server di posta dove recapitare le e-mail del suo dominio | la-sua-azienda.ch MX 10 mail.fornitore.ch |
| SPF | TXT | Stabilisce quali server possono inviare a nome del suo dominio | v=spf1 include:fornitore.ch -all |
| DKIM | TXT | Chiave pubblica con cui i destinatari verificano la firma delle sue e-mail | selector._domainkey.la-sua-azienda.ch |
| DMARC | TXT | Regola per le e-mail per cui né SPF né DKIM sono validi e allineati al dominio del mittente, più rapporti | _dmarc.la-sua-azienda.ch: v=DMARC1; p=none |
Da febbraio 2024 Google e Yahoo richiedono che i mittenti autentichino le loro e-mail con SPF o DKIM. Chi invia grandi volumi ha bisogno anche di DMARC. Senza questi record, presso molti destinatari i suoi messaggi finiscono più facilmente nello spam.
Per ogni dominio può esistere un solo record SPF. Se anche un servizio di newsletter o il suo software di contabilità invia e-mail a suo nome, quel servizio va inserito nello stesso record. Con DMARC conviene iniziare con p=none, analizzare i rapporti per alcune settimane e poi rendere la regola più severa passo dopo passo, con quarantine o reject.
Portare con sé le e-mail esistenti
Passando da un indirizzo gratuito o da un altro fornitore non perde nessuna e-mail se procede in quest’ordine:
- Creare la nuova casella prima di modificare il record MX.
- Copiare le e-mail esistenti nella nuova casella tramite IMAP: con la funzione di importazione del nuovo fornitore, con uno strumento come imapsync oppure trascinandole in un programma di posta in cui sono configurati entrambi gli account.
- Ridurre il TTL dei record DNS e poi modificare il record MX. Da questo momento le nuove e-mail arrivano nella nuova casella.
- Dopo uno o due giorni sincronizzare ancora una volta, così da riprendere anche le e-mail del periodo di transizione.
- Passare i dispositivi alle nuove impostazioni del server. Esporti calendari e contatti come file iCal e vCard e li importi nel nuovo account.
- Disdire il vecchio account solo quando tutto è stato verificato.
Se finora usava POP3, spesso le sue e-mail si trovano solo in locale sul computer. Le sposti nella nuova casella IMAP dal programma di posta. Con un indirizzo gratuito conviene impostare un inoltro automatico al nuovo indirizzo e informare i contatti poco alla volta.
E-mail con dominio proprio, ma senza sito web
Un dominio non deve avere un sito web. Per l’e-mail bastano i record DNS descritti sopra. Se il suo sito funziona presso un altro fornitore, lasci invariati i relativi record (di solito record A o CNAME) e adatti solo MX, SPF, DKIM e DMARC.
Attenzione quando cambia i nameserver: in quel caso si sposta l’intera zona DNS. Tutti i record esistenti devono essere ricreati nella nuova zona, altrimenti il sito web o l’e-mail smettono di funzionare.
Consiglio: Prima di ogni modifica annoti tutti i record DNS esistenti, ad esempio con un’esportazione o uno screenshot della zona. Così può annullare un errore in pochi minuti.
Come procedere, passo dopo passo
- Verificare e registrare un dominio oppure usarne uno esistente.
- Scegliere la soluzione: e-mail nell’hosting web, pacchetto e-mail separato o pacchetto Office.
- Creare caselle, alias e inoltri, con password lunghe e uniche.
- Impostare MX, SPF, DKIM e DMARC e verificarli con un’e-mail di prova a un indirizzo Gmail o Outlook. Nell’intestazione dovrebbero comparire spf=pass, dkim=pass e dmarc=pass.
- Configurare smartphone, computer e tablet.
- Riprendere le e-mail esistenti e inoltrare il vecchio indirizzo.
Da HostOn le caselle e-mail sono incluse in tutti i pacchetti di hosting web, a partire da Hosting web Rigi a CHF 11.90 al mese. Per l’e-mail senza sito web ci sono E-Mail Postfach con una casella e 15 GB per CHF 2.90 al mese ed E-Mail Business con fino a 10 caselle che condividono 25 GB per CHF 6.90 al mese, ciascuno con webmail, calendario e contatti nonché protezione antispam e antivirus. La fatturazione è annuale, tutti i prezzi IVA incl.
Un esempio di calcolo: un dominio .ch (CHF 6.90 il primo anno, poi CHF 14.90 all’anno) ed E-Mail Postfach (CHF 34.80 all’anno) costano insieme CHF 41.70 il primo anno e CHF 49.70 negli anni successivi. Su richiesta trasferiamo gratuitamente le sue e-mail esistenti, anche da Microsoft 365 o Google Workspace.
Domande frequenti sul tema
Si paga il dominio e il servizio e-mail. Un dominio .ch costa circa CHF 10–20 all’anno a seconda del fornitore, una singola casella e-mail è disponibile a partire da pochi franchi al mese. I pacchetti Office come Microsoft 365 o Google Workspace costano di più per persona.
No. Per l’e-mail bastano un dominio e un servizio e-mail. Il dominio ha bisogno solo dei record MX, SPF, DKIM e DMARC corretti; un sito web non è necessario.
No. Il dominio può restare presso qualsiasi registrar. Conta che il record MX nella zona DNS del dominio punti al server di posta del suo fornitore e-mail.
Il vecchio indirizzo resta presso il fornitore attuale finché mantiene l’account. Lì può impostare un inoltro al nuovo indirizzo e informare i suoi contatti poco alla volta. Un indirizzo gratuito però non si può rinominare.
La casella e-mail si crea in pochi minuti. La velocità con cui i record DNS modificati valgono ovunque dipende dal TTL; di solito dopo alcune ore, al più tardi dopo circa un giorno.
Sì. Con gli alias, ad esempio info@, offerte@ e contatto@ arrivano nella stessa casella. Una casella separata serve solo alle persone che gestiscono le proprie e-mail.



